Jane Eyre di Charlotte Bronte – Riassunto

Generalmente, inizio ogni articolo partendo subito dal riassunto del libro, ma in questo caso, trattandosi di “Jane Eyre” , non posso proprio farlo senza prima esprimere le mie impressioni su questo bellissimo romanzo senza tempo. Ho adorato questo libro dalla prima all’ultima pagina, ho sognato, sofferto e sono stata felice insieme ai due protagonisti, sentendomi parte dell’intera storia. Non mi sentivo affatto una lettrice, ma una spettatrice dotata d’empatia ultraterrena, in grado di vedere e sentire le loro emozioni con la stessa intensità, come fossero le mie. In breve tempo, “Jane Eyre” ha spodestato dalla mia personale classifica centinaia di libri letti ed è diventato il mio libro preferito in assoluto. Potrebbe sembrare un’esagerazione, ma a parer mio, non ha eguali.

Jane Eyre è una bambina orfana che viene affidata dopo la morte dei suoi genitori alle cure della fredda e severa zia, Mrs. Reed. Quest’ultima, accetta la permanenza della nipote a Gateshead Hall, soltanto perché suo marito prima di morire le strappa la promessa di prendersi cura di Jane come fosse sua figlia. La bambina non viene mai accettata e subisce continui atti di bullismo da parte dei cugini, soprattutto da John, il primogenito. Jane invece, ha una grande forza di carattere e quando decide di ribellarsi ai maltrattamenti subiti e affronta Mrs. Reed, viene mandata in collegio.

Qui, la situazione non è migliore rispetto a quella lasciatasi alle spalle. Le condizioni di vita sono pessime: il poco cibo, la scarsa igiene e il freddo, condizionano la salute della sua unica amica, Helen Burns che muore di tubercolosi tra le sue braccia. Nonostante tutte le sventure, Jane completa gli studi e diventa insegnante presso Lowood School, ormai accettabile come posto, dovuto agli aiuti economici dei ricchi abitanti della zona.

Dopo otto anni al collegio, viene chiamata come istitutrice a Thornfield Hall, ricca dimora della famiglia Rochester. La ragazza è accolta calorosamente da Adele, la bambina che Jane deve seguire e dalla governante della casa, Mrs. Fairfax. La sua permanenza a Thornfield è piacevole e tranquilla, tuttavia, sente l’impulso di andarsene per mancanza di stimoli. Quando incontra Mr. Rochester, cambia ogni cosa.

Jane lo descrive come un uomo non tanto bello, freddo, burbero e dall’umore altalenante. Dopo diverse conversazioni con la giovane però, Mr. Rochester cambia atteggiamento nei suoi confronti e sembra essere attratto dalla sua intelligenza, esigendo così ogni sera la sua compagnia. Tra i due nasce una grande complicità e Jane sente di provare forti sentimenti per lui, perfino quando scopre che il padrone desidera sposare Blanche Ingram, nobildonna altezzosa e superficiale. Durante i preparativi delle nozze, Jane è costretta a tornare a Gateshead Hall, dove Mrs. Reed per espiare la sua colpa, confessa che Mr. Eyre, lo zio della ragazza, qualche anno prima avrebbe voluto lasciarle l’eredità, ma la zia per dispetto glielo impedì dichiarandola morta di tifo.

Al suo ritorno a Thornfield, Jane non regge più e rivela i propri sentimenti a Mr. Rochester. L’uomo, non perde tempo e le chiede subito di sposarlo, svelandole che i preparativi delle nozze non erano altro che una farsa per farla ingelosire. Tutto sembra avere un lieto fine, ma durante la cerimonia Jane scopre che il suo amato, in realtà è già sposato con un’altra donna tenuta segregata al terzo piano della casa, in quanto affetta dalla pazzia. A questo punto, lui cerca di fare l’impossibile per convincere Jane a rimanere, lei invece, fedele ai propri principi, scappa nel cuore della notte portando con sé un enorme carico di sofferenza.

Girovagando senza un soldo e senza meta, viene accolta presso la casa di St. John Rivers che vive con le due sorelle Diana e Mary. Da qui scopre di essere loro cugina e che Mr. Eyre le ha lasciato un’eredità di ventimila sterline. La ragazza ritiene giusto dividerla con loro sia perché nipoti di Mr. Eyre, sia per ripagarli della gentilezza offertale. Durante questo periodo, Jane non smette mai di pensare a Mr. Rochester e scrive due lettere a Mrs. Fairfax dalla quale purtroppo, non riceve mai risposta. Nel frattempo, St. John Rivers le chiede di sposarlo, proposta che lei rifiuta e qualche giorno più tardi si reca a Thornfield Hall.

Al suo arrivo, trova la casa completamente bruciata dalle fiamme e disperata, chiede informazioni nei dintorni. Scopre così dal locandiere, che la moglie di Mr. Rochester aveva appiccato il fuoco e che lui nell’invano tentativo di salvarla, rimane coinvolto in un’esplosione nella quale perde la vista e un braccio.

Nonostante le condizioni di salute del suo padrone, la ragazza decide di sposarlo in ogni caso, ricongiungendosi finalmente con l’uomo che ha sempre amato. Il romanzo finisce con lui che riacquista la vista, anche se soltanto da un occhio e vede loro figlio appena nato.

Tematiche

Charlotte Bronte affronta diverse tematiche in questo romanzo. Una delle più rilevanti è la capacità della donna di rinunciare a ciò che ama di più al mondo, restando sempre fedele ai suoi principi morali, persino quando le si presenta l’occasione di essere felice e attingere ai benefici di una classe sociale più elevata della sua. Avere la forza di affidarsi ed affermare la propria indipendenza è ammirevole e Jane Eyre mostra una tenacia e determinazione oltre misura, al fine di inseguire tutto ciò che lei ritiene giusto. Soltanto quando non trova più ostacoli e si sente alla pari del suo amato, sceglie la via della felicità.

Breve biografia della scrittrice

Figlia di un sacerdote anglicano di origini irlandesi, Charlotte Bronte nacque nel 1816 a Thorton nello Yorkshire. Nel 1820 il padre diventò parroco di Haworth di conseguenza, si trasferirono. La madre morì un anno dopo e da allora furono la governante e la zia materna a prendersi cura dei sei figli. Charlotte venne mandata in collegio nel 1824 con le altre sorelle, ma due di loro si ammalarono di tubercolosi e morirono. A questo punto il padre fu costretto a riportare a casa le altre sorelle e proseguire gli studi con loro, proponendo sia alle figlie Anne, Emily e Charlotte, che al figlio Brandwell la lettura e la discussione di libri e quotidiani.

Per breve tempo Charlotte continuò gli studi in un collegio dove tornò come insegnante dal 1835 al 1838. Lasciò l’incarico a seguito di una malattia nervosa, per poi continuare come istitutrice. Soffrendo la separazione dalle sorelle, progettava di aprire una scuola con loro, decise quindi di studiare francese e nel 1842 si recò con Emily a Bruxelles. Poi andò in Belgio per un anno a insegnare inglese, dove strinse una forte amicizia con un professore sposato, rapporto che lui troncò per gelosia della moglie. Al rientro a casa Charlotte cercò invano di aprire una scuola e a causa di questo, attraversò un periodo di scoraggiamento. Poi scoprì alcune poesie di Emily e la convinse a pubblicarle, insieme a quelle della sorella Anne sotto pseudonimo e nel 1846 riuscirono nel loro intento. Cercarono di dare alle stampe anche i loro romanzi e dopo qualche rifiuto, arrivò il successo per Charlotte con “Jane Eyre”.

Charlotte, rivelata la sua identità andò incontro a un periodo di notorietà che visse con disagio.

Nel 1948 Charlotte perse il fratello Brandwell e la sorella Emily, malati di tubercolosi e un anno dopo si spense anche Anne per la stessa malattia.

Nel 1852 ricevette una proposta di matrimonio da parte del reverendo Nichols, ma il padre si oppose all’unione e accondiscese solo due anni dopo. Charlotte sposata e in attesa di un figlio, morì nel 1855 probabilmente per complicazioni durante il parto.

Note:

  • Romanzi con tematiche simili: Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen; “Madame Bovary” di Gustave Flaubert
  • Altri romanzi di Charlotte Bronte: “Vilette”

Capatina Natalia

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